Campionamento delle emissioni odorigene: metodi, strumenti e utilizzo delle sacche in Tedlar
Campionamento delle emissioni odorigene: metodi, strumenti e utilizzo delle sacche in Tedlar
Come raccogliere, conservare e analizzare correttamente i campioni d’aria provenienti dalle emissioni industriali
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Il campionamento emissioni odorigene è una fase fondamentale per identificare l’origine di un odore, valutarne l’intensità e individuare gli interventi più adatti per ridurne la diffusione.
Un campione non rappresentativo o conservato in modo scorretto può infatti compromettere i risultati delle successive analisi. Per questo motivo, il prelievo deve essere eseguito seguendo procedure precise e utilizzando contenitori adeguati, come le sacche per il campionamento dei gas.
Tra le soluzioni maggiormente impiegate rientrano le sacche realizzate con film in Tedlar, utilizzate per raccogliere campioni d’aria destinati all’olfattometria dinamica o ad altre analisi di laboratorio.
Perché è importante il campionamento emissioni odorigene
Gli odori industriali possono essere generati da numerose sostanze e derivare da differenti fasi del ciclo produttivo. Impianti di trattamento dei rifiuti, depuratori, discariche, industrie chimiche, aziende alimentari e impianti di compostaggio sono solo alcuni degli ambienti nei quali possono verificarsi emissioni odorigene.
Il campionamento consente di prelevare una quantità rappresentativa dell’aria presente in prossimità della sorgente. Il campione viene successivamente sottoposto ad analisi per determinare la concentrazione dell’odore o ricercare specifiche sostanze chimiche.
Questa attività può servire per:
- individuare la sorgente principale dell’odore;
- confrontare differenti punti di emissione;
- verificare l’efficienza di un sistema di abbattimento;
- controllare le emissioni prima e dopo un intervento;
- valutare l’impatto odorigeno prodotto da un impianto;
- raccogliere dati utili per gestire le segnalazioni provenienti dal territorio.
Il risultato dipende però dalla corretta progettazione dell’intera attività di monitoraggio.

Dove effettuare il campionamento emissioni odorigene
Le emissioni odorigene non provengono sempre da una sorgente facilmente identificabile. In base alle caratteristiche dell’impianto, il tecnico può trovarsi davanti a sorgenti puntuali, areali o diffuse.
Sorgenti puntuali
Le sorgenti puntuali comprendono camini, condotti e sfiati attraverso i quali l’aria viene convogliata verso l’esterno. In questi casi il punto di prelievo deve essere scelto in modo da ottenere un campione rappresentativo del flusso emesso.
Prima del campionamento occorre considerare la velocità dell’aria, la temperatura, l’umidità e le caratteristiche del condotto.
Sorgenti areali
Vasche di depurazione, biofiltri, cumuli di compost e superfici di stoccaggio possono produrre emissioni distribuite su un’area più ampia.
Per raccogliere il campione può essere necessario utilizzare una cappa o una camera di flusso, capace di isolare una porzione della superficie e convogliare l’emissione verso il sistema di prelievo.
Emissioni diffuse
Le emissioni diffuse possono provenire da porte, finestre, aperture, piazzali, movimentazione dei materiali o perdite presenti nell’impianto.
In queste situazioni è importante integrare il campionamento con un sopralluogo tecnico, l’analisi della direzione del vento e la misurazione dei composti organici volatili.
Il ruolo delle sacche in Tedlar
Le sacche in Tedlar sono contenitori flessibili utilizzati per raccogliere e trasportare campioni di aria e gas. Il Tedlar è un film in fluoruro di polivinile caratterizzato da una buona resistenza chimica e meccanica.
Queste proprietà rendono le sacche adatte a numerose attività di campionamento ambientale e industriale. Sono disponibili in differenti capacità e possono essere dotate di valvole e raccordi che semplificano il collegamento alle apparecchiature di prelievo.
Il loro impiego può offrire diversi vantaggi:
- facilità di trasporto;
- disponibilità in diversi volumi;
- peso contenuto;
- semplicità di collegamento;
- possibilità di raccogliere direttamente il campione gassoso;
- compatibilità con numerose applicazioni di laboratorio.
La scelta della sacca deve comunque essere effettuata in funzione delle sostanze da ricercare, della concentrazione prevista e della tecnica analitica utilizzata.
Non tutti i materiali sono adatti a ogni composto. È quindi opportuno verificare preventivamente la compatibilità tra la sacca, le sostanze da analizzare e il metodo adottato dal laboratorio.

Come si esegue il campionamento emissioni odorigene
Nel campionamento delle emissioni odorigene bisogna evitare che l’aria attraversi direttamente la pompa, poiché le sue parti interne potrebbero contaminare o alterare il campione.
Per questo motivo viene spesso utilizzato il sistema denominato “polmone”. La sacca viene collocata all’interno di un contenitore rigido e collegata al punto di prelievo. La pompa crea una depressione all’interno del contenitore, consentendo alla sacca di riempirsi senza che il campione entri in contatto con la pompa.
Prima del prelievo occorre controllare:
- integrità della sacca;
- pulizia dei raccordi;
- tenuta delle connessioni;
- corretta identificazione del punto di campionamento;
- compatibilità dei materiali;
- funzionamento delle apparecchiature.
La sacca non dovrebbe essere riempita completamente. Lasciare un margine permette di evitare eccessive sollecitazioni sulle saldature e sulla valvola.
Al termine del prelievo, la valvola deve essere chiusa e la sacca identificata con un’etichetta contenente almeno il luogo, il punto di emissione, la data, l’ora e il codice del campione.
Conservazione e trasporto del campione
Dopo il prelievo, il campione deve essere protetto dalla luce solare, dalle temperature eccessive e da possibili danneggiamenti.
Le sacche non devono essere schiacciate, piegate eccessivamente o trasportate insieme a sostanze che potrebbero contaminarne la superficie o il contenuto.
Il tempo che intercorre tra il campionamento e l’analisi deve essere ridotto il più possibile. Alcuni composti possono infatti aderire alle pareti della sacca, trasformarsi o attraversarne lentamente il materiale.
Il laboratorio incaricato deve indicare:
- tipologia di sacca richiesta;
- volume necessario;
- modalità di conservazione;
- tempo massimo tra prelievo e analisi;
- quantità di campione richiesta;
- eventuali condizioni particolari di trasporto.
Una corretta comunicazione tra il tecnico che esegue il prelievo e il laboratorio riduce il rischio di ottenere campioni non utilizzabili.
Olfattometria dinamica e concentrazione di odore
Uno dei principali utilizzi dei campioni raccolti nelle sacche è l’analisi mediante olfattometria dinamica.
Questa tecnica determina la concentrazione di odore attraverso un gruppo di esaminatori selezionati. Il campione viene diluito con aria neutra e presentato al gruppo in concentrazioni progressivamente differenti.
La concentrazione di odore viene espressa in unità odorimetriche europee per metro cubo, indicate con la sigla ouE/m³.
L’olfattometria dinamica non identifica necessariamente le singole sostanze responsabili dell’odore, ma misura la risposta olfattiva prodotta dalla miscela nel suo complesso.
Per conoscere la composizione chimica dell’emissione possono essere necessarie ulteriori analisi strumentali.

Campionamento emissioni odorigene e monitoraggio dei VOC
Molte emissioni odorigene contengono composti organici volatili. Tuttavia, odore e concentrazione complessiva dei VOC non rappresentano esattamente lo stesso parametro.
Un rilevatore PID permette di individuare rapidamente la presenza di numerosi VOC e di osservare come cambiano le concentrazioni nei diversi punti dell’impianto. Può quindi aiutare il tecnico a localizzare le aree critiche e a scegliere dove effettuare il campionamento.
Il PID non sostituisce l’olfattometria dinamica o le analisi di laboratorio, ma rappresenta uno strumento utile per:
- eseguire uno screening iniziale;
- individuare picchi di concentrazione;
- confrontare diverse aree;
- rilevare perdite ed emissioni diffuse;
- verificare l’andamento delle concentrazioni nel tempo;
- supportare la scelta dei punti di prelievo.
L’integrazione tra misurazioni in tempo reale, campionamento e analisi di laboratorio permette di ottenere una valutazione più completa del problema.

Gli errori più comuni nel campionamento emissioni odorigene
Tra gli errori che possono compromettere la qualità del campione rientrano:
- utilizzo di una sacca non compatibile;
- contaminazione dei tubi o dei raccordi;
- riempimento eccessivo;
- presenza di perdite;
- etichettatura incompleta;
- esposizione al calore o alla luce;
- trasporto non protetto;
- tempo eccessivo prima dell’analisi;
- scelta di un punto non rappresentativo;
- mancata registrazione delle condizioni meteorologiche e operative.
Anche le condizioni dell’impianto durante il prelievo devono essere annotate. Produzione ridotta, manutenzioni, arresti temporanei o variazioni dei materiali trattati possono influenzare significativamente le emissioni.
Un approccio integrato al monitoraggio degli odori
Il campionamento emissioni odorigene non dovrebbe essere considerato un’attività isolata. I risultati più utili si ottengono combinando sopralluoghi, conoscenza del processo produttivo, dati meteorologici, misurazioni dei VOC, olfattometria dinamica e analisi chimiche.
Le sacche in Tedlar rappresentano uno degli strumenti disponibili per raccogliere e trasferire il campione, ma devono essere inserite all’interno di una procedura correttamente pianificata
GreenScienceItalia propone sacche in Tedlar e strumentazione per il monitoraggio ambientale, offrendo soluzioni destinate al campionamento dei gas, alla rilevazione dei VOC e al controllo delle emissioni industriali.
La scelta delle apparecchiature più adatte permette di migliorare l’affidabilità dei dati e di affrontare le problematiche odorigene con un metodo tecnico, documentato e ripetibile.





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