Campionamento degli odori industriali: tecniche, strumenti e buone pratiche
Campionamento degli odori industriali: tecniche, strumenti e buone pratiche
Dal corretto prelievo dell’aria dipende l’affidabilità dell’intera analisi olfattometrica
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Il campionamento odori industriali rappresenta una fase fondamentale per individuare, misurare e gestire le emissioni odorigene prodotte da un’attività industriale.
Un campione non rappresentativo, contaminato oppure conservato in modo scorretto può compromettere il risultato delle successive analisi. Per questo motivo il prelievo deve essere pianificato con attenzione, scegliendo il punto, il momento e la tecnica più adatti alla sorgente da esaminare.
Le emissioni odorigene possono provenire da camini, vasche, biofiltri, cumuli di materiale, impianti di depurazione, discariche, stabilimenti chimici, aziende alimentari e numerose altre attività produttive. Ogni situazione richiede una strategia specifica.
Perché il campionamento odori industriali è così importante
L’odore non è una sostanza unica, ma il risultato della presenza nell’aria di numerosi composti chimici. Alcune sostanze possono essere percepite dall’olfatto umano anche a concentrazioni molto basse.
Il campionamento odori industriali serve a prelevare una quantità d’aria che sia realmente rappresentativa dell’emissione presente in un determinato punto e momento.
Il campione può essere successivamente sottoposto a:
- olfattometria dinamica;
- analisi chimiche di laboratorio;
- ricerca di specifici composti;
- valutazione della concentrazione di odore;
- confronto con altre sorgenti presenti nell’impianto.
La qualità del risultato finale dipende quindi anche dalla correttezza delle operazioni svolte sul campo.

Individuare le sorgenti prima di campionare
Prima di procedere con il prelievo è necessario effettuare un sopralluogo e costruire una mappa delle possibili sorgenti odorigene.
Queste possono essere suddivise in tre categorie principali.
Sorgenti convogliate
Sono emissioni che fuoriescono da un punto definito, come un camino, una condotta o uno sfiato.
In questi casi il flusso dell’aria è generalmente più facile da individuare e il campione può essere prelevato direttamente nel condotto, utilizzando sistemi adatti alle condizioni di temperatura, umidità e pressione.
Sorgenti diffuse
Sono superfici dalle quali l’odore viene rilasciato nell’atmosfera senza passare attraverso un camino.
Alcuni esempi sono:
- vasche di depurazione;
- biofiltri;
- cumuli di compost;
- discariche;
- serbatoi aperti;
- aree di stoccaggio.
Per campionare queste sorgenti possono essere utilizzate cappe o camere di flusso, che permettono di raccogliere l’aria emessa da una porzione rappresentativa della superficie.
Sorgenti fuggitive
Sono emissioni non intenzionali che possono fuoriuscire da valvole, flange, pompe, tubazioni, portelli o punti non perfettamente sigillati.
Queste sorgenti sono spesso intermittenti e difficili da localizzare. Un sopralluogo supportato da strumenti portatili per la rilevazione dei composti organici volatili può aiutare a individuare le zone nelle quali effettuare ulteriori verifiche.
Come si effettua il campionamento odori industriali
Nel campionamento statico, l’aria da analizzare viene raccolta all’interno di appositi contenitori e successivamente trasportata in laboratorio.
Tra i sistemi maggiormente utilizzati nel campionamento odori industriali vi sono le sacche realizzate con materiali inerti e a bassa permeabilità. Il materiale deve ridurre il rischio che le sostanze presenti nel campione vengano assorbite dalle pareti, disperse oppure contaminate da composti esterni.
Un sistema frequentemente impiegato è il cosiddetto campionamento a polmone. La sacca viene collocata all’interno di un contenitore rigido nel quale viene creata una depressione. In questo modo l’aria entra nella sacca senza attraversare direttamente la pompa, limitando il rischio di contaminazione.
La procedura deve essere svolta da personale competente, seguendo un protocollo definito e registrando tutte le condizioni operative.

Le informazioni da annotare durante il prelievo
Ogni campione deve essere chiaramente identificato e accompagnato dalle informazioni necessarie per interpretare correttamente i risultati.
È importante registrare:
- data e ora del campionamento;
- punto esatto del prelievo;
- tipologia della sorgente;
- processo produttivo in corso;
- temperatura e umidità;
- direzione e velocità del vento;
- condizioni meteorologiche;
- durata del campionamento;
- presenza di eventi anomali;
- eventuali sostanze utilizzate nel processo.
È inoltre utile verificare se durante il prelievo l’impianto stava operando in condizioni normali, a carico ridotto oppure durante una particolare fase produttiva.
Un campione prelevato in un momento non significativo potrebbe infatti sottostimare o sovrastimare l’impatto odorigeno reale.
Conservazione e trasporto dei campioni
Dopo il prelievo, il campione deve essere protetto da fonti di calore, luce solare diretta e possibili contaminazioni.
Il tempo che intercorre tra campionamento e analisi deve essere il più breve possibile. Alcuni composti possono reagire tra loro, aderire alle pareti della sacca o modificarsi durante la conservazione.
Per garantire la tracciabilità è necessario adottare una corretta procedura di identificazione, trasporto e consegna al laboratorio.
La norma UNI EN 13725:2022 costituisce il riferimento tecnico per la determinazione della concentrazione di odore mediante olfattometria dinamica e per la valutazione del rateo di emissione odorigena. Anche ISPRA richiama questa norma nei propri materiali tecnici dedicati al campionamento e all’analisi delle sostanze odorigene.
Campionamento odori industriali e olfattometria dinamica
Uno dei principali metodi utilizzati per valutare un campione odorigeno è l’olfattometria dinamica.
In laboratorio il campione viene diluito con aria neutra e presentato a un gruppo selezionato di esaminatori. L’obiettivo è determinare il livello di diluizione al quale l’odore diventa percepibile.
Il risultato viene espresso in unità odorimetriche europee per metro cubo, indicate con la sigla ouE/m³.
L’olfattometria dinamica misura la concentrazione complessiva dell’odore, ma non identifica necessariamente le singole sostanze chimiche responsabili. Per ottenere una caratterizzazione più completa può quindi essere affiancata da analisi strumentali.

Il ruolo dei sensori PID nel campionamento odori industriali
I sensori PID, Photoionization Detector, possono essere utilizzati durante le indagini sul campo per rilevare rapidamente la presenza di numerosi composti organici volatili.
Un PID portatile permette di:
- individuare variazioni nella concentrazione totale dei VOC;
- confrontare diverse zone dell’impianto;
- localizzare possibili emissioni fuggitive;
- verificare l’andamento delle concentrazioni nel tempo;
- scegliere con maggiore precisione i punti nei quali eseguire il campionamento.
È importante sottolineare che un sensore PID non misura direttamente la concentrazione di odore e non sostituisce l’olfattometria dinamica.
Lo strumento fornisce invece un dato rapido sulla presenza di sostanze ionizzabili. Il suo impiego integrato con sopralluoghi, campionamenti, analisi chimiche e osservazioni meteorologiche permette di ottenere un quadro più completo dell’emissione.

Gli errori più comuni nel campionamento odori industriali
Tra gli errori che possono compromettere l’affidabilità dell’indagine vi sono:
- scegliere un punto di prelievo non rappresentativo;
- non considerare la direzione del vento;
- utilizzare sacche non adatte o contaminate;
- lasciare trascorrere troppo tempo prima dell’analisi;
- campionare durante una fase produttiva non significativa;
- non registrare le condizioni ambientali;
- trascurare le sorgenti diffuse o fuggitive;
- affidarsi a una sola tecnica di misurazione.
Anche la contaminazione degli strumenti, dei tubi o dei raccordi può alterare il campione. Tutti i materiali impiegati devono quindi essere puliti, compatibili con le sostanze da analizzare e gestiti secondo procedure controllate.
Una strategia integrata per risultati affidabili
Il campionamento odori industriali non dovrebbe essere considerato un’attività isolata. I risultati più attendibili si ottengono attraverso un approccio integrato che comprenda:
- analisi preliminare del processo produttivo;
- mappatura delle sorgenti;
- sopralluogo tecnico;
- monitoraggio dei VOC;
- campionamento rappresentativo;
- olfattometria dinamica;
- analisi chimiche mirate;
- valutazione delle condizioni meteorologiche;
- confronto con le segnalazioni provenienti dal territorio.
Questa metodologia permette non soltanto di misurare il problema, ma anche di risalire alle possibili cause e individuare gli interventi più efficaci.
Dalla misurazione alla riduzione dell’impatto odorigeno
Una corretta attività di campionamento odori industriali aiuta l’azienda a comprendere quali sorgenti incidano maggiormente sull’impatto odorigeno.
Sulla base dei risultati è possibile valutare interventi come:
- miglioramento della captazione dell’aria;
- copertura di vasche o aree di stoccaggio;
- manutenzione di valvole e tubazioni;
- ottimizzazione dei biofiltri;
- modifica delle modalità operative;
- installazione di sistemi di abbattimento;
- attivazione di un monitoraggio periodico o continuo.
La ripetizione delle misure consente inoltre di verificare l’efficacia degli interventi adottati e di individuare tempestivamente eventuali nuove criticità.
Conclusioni
Il campionamento odori industriali è un passaggio decisivo per ottenere dati attendibili e affrontare correttamente le molestie olfattive.
La scelta dei punti di prelievo, l’utilizzo di materiali appropriati, la registrazione delle condizioni operative e il rapido trasferimento dei campioni al laboratorio sono elementi indispensabili per garantire la qualità dell’indagine.
L’integrazione tra campionamento, olfattometria dinamica, analisi chimiche e monitoraggio dei VOC con sensori PID permette di trasformare una percezione soggettiva, come quella dell’odore, in un insieme di informazioni utili alla gestione ambientale e alla protezione dei lavoratori e del territorio.
Ion Science Italia può fornire strumenti e supporto tecnico per il monitoraggio dei VOC e per la valutazione delle problematiche legate alle emissioni odorigene




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