Odori molesti: come individuare le sorgenti e monitorare le emissioni odorigene
Odori molesti: come individuare le sorgenti e monitorare le emissioni odorigene
Individuare l’origine degli odori è il primo passo per affrontare efficacemente un problema di emissioni odorigene
Sito consigliato: GreenScienceItalia.it
Gli odori molesti rappresentano una delle problematiche ambientali più complesse da valutare e gestire. Impianti industriali, depuratori, discariche, attività di trattamento dei rifiuti, allevamenti e impianti di compostaggio possono generare emissioni percepibili anche a notevole distanza dalla sorgente.
A differenza di altri contaminanti atmosferici, l’impatto di un odore non dipende esclusivamente dalla concentrazione di una determinata sostanza. Entrano in gioco numerosi fattori: intensità, frequenza, durata dell’esposizione, caratteristiche delle sostanze presenti e sensibilità delle persone esposte.
Per questo motivo, quando vengono segnalati odori molesti, uno degli aspetti più importanti consiste nell’individuare correttamente la sorgente e adottare una strategia di monitoraggio adeguata.
Cosa si intende per odori molesti?
Un’emissione odorigena può diventare una vera e propria molestia quando viene percepita frequentemente o con particolare intensità dalla popolazione presente nelle aree circostanti.
Il problema può essere particolarmente evidente nelle zone in cui attività industriali e produttive si trovano nelle vicinanze di abitazioni, uffici o altre aree frequentate dalla popolazione.
Tra le attività maggiormente associate alle emissioni odorigene troviamo:
- impianti di trattamento delle acque reflue;
- impianti di compostaggio;
- discariche;
- industrie chimiche;
- industrie alimentari;
- allevamenti;
- impianti di trattamento e recupero dei rifiuti;
- attività che utilizzano solventi o sostanze organiche volatili.
Individuare la provenienza dell’odore, tuttavia, può essere più difficile di quanto possa sembrare.

Perché è difficile individuare la sorgente di un odore?
Gli odori possono essere trasportati dalle masse d’aria e modificare rapidamente la propria direzione e intensità.
Le condizioni meteorologiche svolgono quindi un ruolo fondamentale.
Direzione e velocità del vento, temperatura, umidità e stabilità atmosferica possono modificare sensibilmente la dispersione delle sostanze odorigene.
Un odore percepito in un determinato punto potrebbe quindi provenire da una sorgente situata anche a una certa distanza.
A questo si aggiunge un’altra difficoltà: molto spesso l’odore non è prodotto da una singola sostanza, ma da una miscela complessa di composti chimici.
Per individuare correttamente una sorgente odorigena è quindi necessario combinare diverse informazioni e differenti tecniche di indagine.
Il sopralluogo e la mappatura delle sorgenti odorigene
Una delle prime fasi di un’indagine sugli odori molesti consiste nell’analizzare il territorio e identificare le potenziali sorgenti.
Durante il sopralluogo possono essere valutati gli impianti presenti nell’area, i processi produttivi, le materie prime utilizzate e i possibili punti di emissione.
Le sorgenti possono essere convogliate, come nel caso di un camino industriale, oppure diffuse, come vasche di depurazione, cumuli di materiale, discariche o aree di stoccaggio.
È inoltre importante raccogliere informazioni sulle condizioni meteorologiche presenti nel momento in cui vengono segnalati gli episodi odorigeni.
Incrociare le segnalazioni con la direzione del vento può fornire indicazioni importanti sulla possibile provenienza dell’odore.
Campionamento e olfattometria dinamica
Una delle tecniche utilizzate per valutare le emissioni odorigene è l’olfattometria dinamica.
Il metodo prevede il prelievo di campioni dell’aria proveniente dalla sorgente e la successiva analisi mediante un olfattometro e un gruppo di esaminatori selezionati.
L’obiettivo è determinare la concentrazione di odore del campione, normalmente espressa in unità odorimetriche europee per metro cubo (ouE/m³).
L’olfattometria dinamica permette quindi di quantificare l’impatto odorigeno complessivo di una determinata emissione.
Questa tecnica, tuttavia, non identifica necessariamente quali siano i singoli composti chimici responsabili dell’odore.
Per questo motivo può essere utile affiancarla ad altre tecniche di monitoraggio.
Odori molesti e Composti Organici Volatili
In numerosi processi industriali gli episodi odorigeni possono essere associati alla presenza di Composti Organici Volatili (VOC).
Solventi, idrocarburi e numerose sostanze organiche possono contribuire alla formazione di emissioni percepibili olfattivamente.
Il monitoraggio dei VOC può quindi fornire informazioni complementari nell’individuazione delle sorgenti.
È però importante ricordare che odore e concentrazione di VOC non sono equivalenti.
Alcune sostanze possono essere percepite dall’olfatto umano a concentrazioni estremamente basse, mentre altre possono essere presenti nell’aria senza generare un odore particolarmente evidente.
La misura dei VOC deve quindi essere interpretata all’interno di una strategia di monitoraggio più ampia.

Il ruolo dei sensori PID nel monitoraggio
I rilevatori basati sulla tecnologia PID – Photoionization Detector possono rappresentare un valido supporto nelle indagini ambientali.
Questi strumenti permettono di rilevare rapidamente numerosi Composti Organici Volatili presenti nell’aria e possono essere utilizzati per effettuare misurazioni in diversi punti di un’area.
Un operatore può, ad esempio, confrontare le concentrazioni rilevate vicino a una possibile sorgente con quelle registrate nelle aree circostanti.
In presenza di variazioni significative può essere possibile individuare zone che richiedono ulteriori approfondimenti.
I PID possono quindi essere particolarmente utili per:
- effettuare screening ambientali;
- individuare variazioni nelle concentrazioni di VOC;
- confrontare differenti punti di misura;
- controllare aree industriali;
- verificare possibili emissioni fuggitive;
- supportare campagne di monitoraggio più approfondite.
La rapidità della risposta consente inoltre di effettuare numerose misurazioni direttamente sul campo.

Monitoraggio degli odori: perché utilizzare più tecniche
La complessità delle emissioni odorigene rende spesso necessario utilizzare un approccio integrato.
Una campagna di monitoraggio può combinare, a seconda delle caratteristiche del sito:
Olfattometria dinamica, per quantificare la concentrazione di odore.
Monitoraggio strumentale, per rilevare determinati composti o famiglie di sostanze.
Sensori PID, per effettuare screening e misure rapide dei VOC.
Dati meteorologici, indispensabili per comprendere la dispersione delle emissioni.
Sopralluoghi sul territorio, utili per individuare sorgenti e condizioni operative particolari.
Segnalazioni della popolazione, che possono contribuire a ricostruire frequenza, durata e distribuzione geografica degli episodi.
L’integrazione delle diverse informazioni permette di ottenere una rappresentazione più completa del fenomeno.
Dall’individuazione della sorgente alla soluzione del problema
Identificare la sorgente rappresenta soltanto il primo passo.
Una volta individuata l’origine delle emissioni è possibile valutare eventuali interventi tecnici per ridurne l’impatto.
Le soluzioni dipendono naturalmente dal tipo di processo produttivo e dalla natura delle sostanze coinvolte.
Possono comprendere il miglioramento della captazione delle emissioni, la copertura di determinate aree, l’ottimizzazione dei processi produttivi oppure l’installazione di sistemi specifici di trattamento dell’aria.
Il monitoraggio può successivamente essere utilizzato per verificare l’efficacia degli interventi realizzati.
Un approccio tecnico alle problematiche degli odori molesti
Gestire correttamente gli odori molesti richiede quindi un approccio multidisciplinare.
La sola percezione dell’odore non è generalmente sufficiente per identificare con certezza la sorgente, così come una singola misura strumentale potrebbe non descrivere completamente il fenomeno.
Sopralluoghi, campionamenti, olfattometria, monitoraggio dei VOC e valutazione delle condizioni meteorologiche possono invece fornire informazioni complementari.
Ion Science Italia, grazie all’esperienza nel campo del monitoraggio dei gas e dei Composti Organici Volatili, può fornire supporto tecnico nell’individuazione e nel monitoraggio delle problematiche legate alle emissioni e agli odori molesti.
L’obiettivo è raccogliere dati utili per comprendere l’origine del fenomeno e individuare le strategie di monitoraggio più appropriate per le caratteristiche specifiche del sito.





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