Odori molesti: come si misurano e quali strumenti utilizzare

Odori molesti: come si misurano e quali strumenti utilizzare

 

Dal campionamento dell’aria ai sensori PID: metodi e tecnologie per identificare e monitorare le sostanze responsabili delle emissioni odorigene

 

Sito consigliato: GreenScienceItalia.it

 

La misurazione odori molesti rappresenta oggi una delle attività più importanti nella gestione delle emissioni ambientali generate da impianti industriali, discariche, depuratori, attività di trattamento dei rifiuti e numerosi altri processi produttivi.

Un odore persistente può infatti diventare causa di disagio per la popolazione residente nelle aree circostanti e generare segnalazioni, contestazioni e richieste di approfondimento da parte degli enti di controllo.

Il problema principale è che un odore non è semplice da quantificare. La percezione olfattiva umana è soggettiva e può essere influenzata dalla concentrazione delle sostanze presenti nell’aria, dalle condizioni meteorologiche, dalla distanza dalla sorgente e dalla sensibilità individuale.

Per questo motivo la misurazione  odori molesti richiede un approccio che sappia integrare osservazione, campionamento e tecnologie strumentali.

Perché gli odori industriali sono difficili da misurare

Le emissioni odorigene possono essere costituite da miscele estremamente complesse di composti chimici.

In molti casi sono presenti Composti Organici Volatili (VOC), ma possono contribuire alla percezione dell’odore anche altre sostanze, come composti solforati, ammoniaca e differenti molecole generate dai processi industriali o dalla decomposizione della materia organica.

Un’altra difficoltà deriva dal fatto che alcune sostanze possiedono una soglia olfattiva molto bassa.

Questo significa che l’odore può essere percepito dall’uomo anche quando la concentrazione della sostanza responsabile è relativamente ridotta.

Non è quindi sufficiente stabilire semplicemente se nell’aria siano presenti VOC: è necessario comprendere quando, dove e con quale intensità si manifestano le emissioni.

 

 

pexels maxed raw 527582413 16586670 scaled

Da dove provengono gli odori molesti

Le sorgenti possono essere numerose.

Tra le attività maggiormente interessate troviamo:

  • impianti di trattamento e recupero dei rifiuti;
  • discariche;
  • impianti di compostaggio;
  • depuratori delle acque reflue;
  • industrie chimiche;
  • raffinerie;
  • industrie alimentari;
  • allevamenti e attività agroindustriali;
  • impianti che utilizzano solventi o sostanze organiche volatili.

Individuare la sorgente è spesso una delle fasi più delicate dell’indagine.

Un odore percepito in un determinato punto, infatti, può provenire da una sorgente situata anche a una certa distanza. Direzione e velocità del vento, temperatura, pressione atmosferica e conformazione del territorio possono modificare sensibilmente la dispersione degli inquinanti.

 

 

pexels botanphotography 29738146 scaled

Come avviene la misurazione  odori molesti

Non esiste un unico strumento in grado di fornire tutte le informazioni necessarie.

Per questo motivo le indagini sulle emissioni odorigene possono prevedere differenti metodologie.

Una delle tecniche utilizzate è l’olfattometria dinamica, attraverso la quale campioni di aria vengono sottoposti a un gruppo di esaminatori selezionati per determinare la concentrazione di odore.

A questa metodologia possono essere affiancate analisi chimiche e sistemi di monitoraggio strumentale.

Ed è proprio in quest’ultimo ambito che le tecnologie per il rilevamento dei VOC possono fornire informazioni particolarmente interessanti.

 

 

olfatto odori percezione

Sensori PID e monitoraggio dei VOC

Quando le emissioni odorigene sono associate alla presenza di Composti Organici Volatili, i rilevatori basati sulla tecnologia PID – Photoionization Detection possono rappresentare un importante strumento di indagine.

Il principio di funzionamento si basa sull’utilizzo di una lampada ultravioletta che ionizza le molecole rilevabili presenti nell’aria.

Il segnale generato consente di ottenere rapidamente un’indicazione della concentrazione dei VOC.

Uno dei principali vantaggi della tecnologia PID è la possibilità di effettuare misurazioni direttamente sul campo e in tempo reale.

Un operatore può quindi controllare differenti punti dell’impianto e verificare eventuali variazioni delle concentrazioni.

Queste informazioni possono aiutare a individuare zone critiche, sorgenti emissive o particolari fasi del processo produttivo associate a incrementi dei VOC.

Il vantaggio del monitoraggio in tempo reale per la misurazione odori molesti

Una delle difficoltà delle emissioni odorigene è la loro variabilità.

L’odore può comparire improvvisamente e scomparire dopo pochi minuti oppure manifestarsi solamente in determinate condizioni operative o meteorologiche.

Una singola analisi effettuata in laboratorio potrebbe quindi non riuscire a rappresentare completamente il fenomeno.

Il monitoraggio strumentale permette invece di osservare l’evoluzione delle concentrazioni nel tempo.

I dati raccolti possono essere messi in relazione con:

  • orari delle lavorazioni;
  • apertura di vasche o serbatoi;
  • movimentazione dei materiali;
  • operazioni di carico e scarico;
  • condizioni meteorologiche;
  • segnalazioni provenienti dal territorio.

In questo modo la misurazione  odori molesti può trasformarsi da semplice verifica occasionale a vera e propria attività di investigazione ambientale.

Strumenti portatili e sistemi fissi

La tecnologia PID può essere utilizzata attraverso strumenti portatili oppure sistemi installati in modo permanente.

I rilevatori portatili risultano particolarmente utili durante sopralluoghi, campagne di misura e attività finalizzate all’individuazione delle sorgenti.

Sistemi fissi possono invece essere impiegati quando è necessario controllare continuamente determinate aree dell’impianto.

La combinazione delle due strategie può consentire di ottenere un quadro più completo del fenomeno emissivo.

 

 

tiger scaled

Il ruolo di Ion Science Italia nella misurazione odori molesti

Ion Science Italia mette a disposizione tecnologie dedicate al rilevamento dei Composti Organici Volatili e competenze tecniche che possono essere utilizzate nell’ambito delle attività di monitoraggio ambientale.

I rilevatori PID possono essere impiegati per individuare variazioni delle concentrazioni di VOC, effettuare campagne di misura sul territorio e supportare attività finalizzate alla ricerca delle possibili sorgenti emissive.

È importante ricordare, tuttavia, che il PID non identifica automaticamente la singola sostanza responsabile dell’odore.

Il suo valore è soprattutto nella capacità di fornire misurazioni rapide e continue della presenza di composti ionizzabili, permettendo al tecnico di individuare anomalie e selezionare i punti o i momenti nei quali effettuare eventuali analisi più approfondite.

Dalla percezione dell’odore al dato misurabile

Affrontare correttamente il problema degli odori significa quindi superare il semplice concetto di “odore percepito”.

Occorre raccogliere informazioni, confrontare dati e utilizzare le tecnologie più adatte alle caratteristiche della sorgente.

Campionamento, olfattometria, analisi chimiche e monitoraggio strumentale non devono necessariamente essere considerati metodi alternativi: possono diventare strumenti complementari all’interno della stessa indagine.

La misurazione  odori molesti può così contribuire a individuare le sorgenti, comprendere l’andamento delle emissioni e valutare l’efficacia delle eventuali azioni di mitigazione.

Per le aziende questo significa disporre di informazioni più concrete sulle proprie emissioni; per tecnici, consulenti e periti significa poter affrontare il problema attraverso dati oggettivi a supporto delle proprie valutazioni.

La tecnologia, da sola, non elimina un odore. Ma può aiutare a capire quando nasce, dove si concentra e quali fenomeni possono essere correlati alla sua presenza.

Ed è proprio dalla conoscenza del fenomeno che può iniziare una gestione realmente efficace delle emissioni odorigene.

 

badge con ammagine

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *